Questa volta sono in viaggio di piacere in zona Orvieto con mia moglie. “Perché Orvieto?”, vi chiederete.

Qualche tempo fa uno dei clienti in farmacia, originario dell’affascinante regione umbra, mi elogiò le bellezze di Orvieto sostenendo che non sia possibile essere italiani senza aver visitato uno dei capisaldi dell’epoca etrusca, ricca di storia e monumenti che ci invidiano in tutto il mondo.

E quindi ne approfittiamo in un bel weekend di autunno, cartina alla mano e qualche buon consiglio da parte di quel gentile signore.

Le prime tracce dell’occupazione umana della regione risalgono addirittura al IX secolo A.C. nelle grotte scavate nel tufo, sulle quali risiede la città attuale di Orvieto. In seguito, gli etruschi si sono impiantati su questo territorio prima della sua inclusione dell’Impero Romano nel III secolo A.C.

Diventata un comune indipendente durante il declino dell’Impero Romano d’Occidente, la città resta fedele al papato durante il medioevo e le guerre tra Guelfi e Ghibellini. Questa alleanza tornerà a suo vantaggio successivamente, infatti è in quest’epoca che viene costruita la maggior parte dei monumenti di cui gode ancora oggi, tra cui spicca la splendida Cattedrale del 1263, che domina la città dall’alto della sua facciata gotica ricoperta di mosaici.

La Cattedrale di Orvieto

La Cattedrale di Orvieto

Iniziamo la nostra visita proprio dalla Cattedrale ed al suo interno vi osserviamo, nella cappella di San Brizio, i celebri affreschi di Fra Angelico e Luca Signorelli.

Orvieto - Pozzo di San Patrizio

Orvieto – Pozzo di San Patrizio

Continuiamo poi a piedi verso il Pozzo di San Patrizio, che rimembra la fuga di Papa Clemente VII nel 1527 in seguito al saccheggio di Roma. Questo pozzo profondo 62 metri, dotato di numerose aperture intorno alle scale elicoidali, è stato concepito per far fronte a tutte le carenze di acqua in caso di necessità. Questo è uno dei siti appartenenti alla imperdibile Orvieto sotterranea, alla quale si può accedere anche grazie al Pozzo della Cava.

Orvieto | Torre del Moro - Palazzo del Capitano del Popolo - Palazzo Soliano

Orvieto | Torre del Moro – Palazzo del Capitano del Popolo – Palazzo Soliano

Continuiamo la nostra visita nel cuore di Orvieto. Visitiamo rapidamente il Palazzo dei Sette e passiamo davanti la Torre del Moro, che spicca tra le abitazioni del centro storico, quasi a formare un bivio in una strada a T. Una delle cose che apprezziamo di più in città è il fatto che la zona centrale sia per buona parte pedonale.

Procediamo quindi al Palazzo del Capitano del Popolo, che troviamo illuminato splendidamente ma non riusciamo ad entrarvi, per poi proseguire verso il Palazzo Soliano e ne approfittiamo per visitare le artistiche chiese di San Domenico, San Giovenale e Sant’Andrea.

Orvieto | Chiese di San Domenico e Sant’Andrea

Orvieto | Chiese di San Domenico e Sant’Andrea

Per gli amanti dello spettacolo è assolutamente da visitare il Teatro Mancinelli, edificato nel 19 secolo. Noi ci passiamo di sera, e pertanto non riusciamo ad accedervi, ma è possibile richiedere una visita al suo interno anche extra-spettacolo, o addirittura sposarvici (per maggiori info, clicca qui).

Tuttavia questo non ci basta e decidiamo di osservare Orvieto dall’esterno. Quindi andiamo distanti qualche chilometro per guardarla nel suo splendore: la città si erge su un promontorio formato da un’erta scogliera, tanto che ci si chiede come i costruttori siano riusciti a tirar su un simile spettacolo architettonico in un luogo apparentemente così impervio.

Di sicuro il modo più panoramico per accedere alla città è tramite funicolare, che collega la stazione ferroviaria al centro storico, percorrendo una distanza di circa 580 metri, di cui gli ultimi 123 passando sotto una galleria scavata nel tufo, ed elevandosi per 157 metri.

Cosa mangiare ad Orvieto? Regola generale: lasciatevi consigliare sempre da chi è del posto. Noi abbiamo trovato particolarmente buoni la trippa locale (molti ristoranti che propongono cucina locale espongono anche foto delle pietanze), i salumi tipici (non dimentichiamo che Norcia è ad un tiro di schioppo), la “palomba alla leccarda” (noto anche come “Piccionaccio alla maniera di Amelia”) ed il pollo alla cacciatora.

Visita ad Orvieto – 8 Dicembre 2016

Raffaele Pilla

Farmacista, dottorato in Fisiologia a Parigi, giornalista pubblicista. Postdoc su due grant di ricerca: US Navy Office of Naval Research e Divers Alert Network a Tampa, USA. Oggi sono Farmacista presso Fatebenefratelli di Benevento e Ricercatore presso l’Università di Salerno. Partecipo a missioni umanitarie mediche.