L’avventura in Oman viene programmata da me e Silvio in seguito alla visita di Dubai. Decidiamo infatti di usare la macchina che avevamo preso a noleggio per andare a fare una “toccata e fuga” più a sud.

Si parte di buon’ora, ci attendono un po’ di ore di guida, in mezzo a deserti, cammelli, dune, strade desolate. Fuori dal finestrino tutto sembra giallo, come se la sabbia in qualche modo toccasse questi popoli e le loro attività giornaliere.



Ad un tratto ci rendiamo conto che, oltre al senso più ampio e filosofico del deserto, ci siamo proprio imbattuti in una tempesta di sabbia. La scena è apocalittica, la visibilità si abbassa rapidamente e siamo costretti a rallentare la nostra velocità di crociera, fino a fermarci per una buona mezz’ora sul ciglio della strada, finestrini rigorosamente chiusi.

Qualche temerario continua a camminare per strada nonostante la tempesta, come se vi fosse abituato, come se per lui tutta quella sabbia sul volto, nei capelli e sui vestiti non facesse differenza… ed è quando vedo queste scene che resto affascinato dalla diversità culturale che c’è tra popoli come questo e noi occidentali.

Dopo circa 4 ore in auto arriviamo alla frontiera. Una volta ai controlli ci fanno capire che non è possibile uscire dal Paese con un’auto a noleggio senza un’opportuna autorizzazione da parte della compagnia di autonoleggio.

Contattiamo quindi l’agenzia telefonicamente e dopo una buona mezz’ora di accertamenti e  domande stile: “Cosa dovete andare a farci in Oman?”, o: “Cosa state portando in Oman?”, o anche: “Cosa acquisterete ed importerete negli Emirati?”, decidono di rilasciarci l’autorizzazione, che viene faxata al posto di polizia in cui ci troviamo. Mentre ci occupiamo di questa incombenza burocratica, i militari sono molto gentili e ci offrono da bere, ci chiedono come ci troviamo nel loro Paese, da dove veniamo, ecc. Devo dire che ci sentiamo davvero a nostro agio.

Una volta ricevuta l’autorizzazione procediamo alla timbratura dei passaporti e vediamo che in fila con noi c’è gente di tutti i tipi: mercanti, donne con bambini, occidentali. Per fortuna anche questa procedura non ci richiede molto tempo.

Eccoci quindi arrivati in Oman.

Mascate - Oman

Mascate – Oman

Mascate dista ancora una cinquantina di minuti di macchina. Ci rendiamo conto di quanto questo Paese sia poco conosciuto da noi, nonostante la sua esoticità e storicità.

In realtà io e Silvio volevamo visitare l’Oman poiché avevamo letto da un sito di viaggi (Skift) che l’Oman fosse un “luogo che da soddisfazione all’anima e assolutamente da visitare”. Aveva poi avvalorato la nostra idea il fatto che questa nazione fosse molto meno conosciuta e battuta rispetto a tante altre.

Lo stesso Skift riportava questa definizione: “Nel tumultuoso mondo arabo, rilassante e lento suona come un ossimoro, ma nel caso dell’Oman è vero, grazie alla sua storia di crocevia del mondo del commercio marittimo; tale attitudine pioneristica ha portato la cultura in diverse aree del mondo partendo da qui… il Sultano Qaboos è un monarca benevolo e si nota dal fatto che in quell’angolo di mondo sia stato il responsabile dell’eccezionale tolleranza religiosa del suo Paese. L’Oman racchiude molto in poco spazio, grazie a deserto, costa e spiagge, sport acquatici ed immersioni, fortini e castelli ogni poche miglia, valli verdi, bazaar vecchio stampo ed ospitalità araba”. Man mano che percorriamo chilometri ed osserviamo i luoghi che ci si rivelano dinanzi, siamo sempre più d’accordo con Skift.

Questo luogo, spesso messo in ombra da mete più note come Dubai ed Abu Dhabi, è davvero speciale. Infatti, mentre gli Emirati, suoi vicini di casa, sono così preoccupati a stare al passo con la tecnologia ed a costruire sempre più grattacieli, l’Oman si culla tranquillamente tra il suo mix di tradizioni del passato ed il suo presente ottimista.

Una volta giunti a Mascate, non ci sentiamo mai in pericolo e notiamo che anche le turiste possono vestirsi come vogliono, senza particolari restrizioni legate alla religione.

Mentre siamo in città, leggiamo su una brochure che Mascate conta circa 1.5 milioni di abitanti e che il Sultano ha decretato che gli edifici non debbano superare i 7 piani (nonostante pochi edifici di una ventina di piani fossero già presenti in città) e che tutto segua lo stile architettonico classico del Paese.

Iniziamo quindi la nostra breve visita a Mascate.

Si parte dal museo Bait al Zubair, di sicuro non il più grande museo della città, ma comunque uno dei più interessanti con una collezione privata particolarmente curata. Quello che colpisce maggiormente è l’esposizione dell’abbigliamento femminile, ponendo l’enfasi su gioielli e suppellettili usati in occasione di matrimoni. Decisamente da non perdere.

La visita successiva è l’Opera House Reale, costruita recentemente (2011) dal Sultano in onore all’arte. L’intento non era certamente quello di competere con gli Emirati in quanto a recitazione, ma piuttosto di favorire gli scambi culturali da e verso l’Oman.

Purtroppo non abbiamo modo di vedere l’edificio all’interno a causa dell’orario in cui ci troviamo in zona, ma è questa una visita consigliata a chi si trovasse da quelle parti. In passato, artisti del calibro di Placido Domingo e Yo Yo Ma hanno solcato il suo palco, il che già rappresenta un gran successo per un Paese come l’Oman, che è un po’ al di fuori dei circuiti culturali occidentali.

Il giorno successivo partiamo alla volta della Grande Moschea del Sultano Qaboos. Quando il sovrano edificò questa sontuosa moschea diversi anni fa, una delle sue missioni fu di renderla accessibile agli occidentali non-musulmani (comportamento molto raro per la penisola arabica), così da lasciargli intravedere le meraviglie dell’Islam.

Grande Moschea del Sultano Qaboos - Mascate, Oman

Grande Moschea del Sultano Qaboos – Mascate, Oman

Grande Moschea del Sultano Qaboos - Mascate, Oman

Grande Moschea del Sultano Qaboos – Mascate, Oman

Prima che lo Sceicco di Abu Dhabi facesse costruire la sua imponente moschea, questa rappresentava uno degli elementi architettonici più quotati della regione: di dimensioni enormi, con grandi tappeti e degli splendidi mosaici.

Visitiamo poi il Palazzo Al Bustan, originariamente costruito come palazzo privato per gli amici del Sultano, e poi utilizzato per ospitare gli associati e delegati del primo GCC summit (Consiglio di Cooperazione nel Golfo) nel 1985.

Oggi è un albergo di lusso retro-glamour caratterizzato da un ampia hall e che contiene una gran quantità di lampadari spettacolari, alcuni dei quali arrivano a contenere fino a 70.000 lampadine. L’albergo ha circa 250 tra stanze regolari e suites ed è una combinazione di ospitalità dell’Oman unita agli standard occidentali. Non è infatti una sorpresa che sia gestito dalla catena Ritz-Carlton.

L’albergo ha una spiaggia privata degna di nota, una SPA con 17 stanze riservate a diversi trattamenti tra cui fisioterapia e riabilitazione. Personalmente non annovero questa visita tra le più rilevanti del luogo, ma vale comunque la pena farci un giro.



Mentre siamo al palazzo Al Bustan, veniamo a sapere che anche qui in Oman si pratica il dune bashing, ma poiché lo abbiamo da poco provato nei pressi di Dubai, tralasciamo la ripetizione di questa esperienza.

Il nostro ultimo giorno in Oman lo dedichiamo a due attività: cominciamo con una rapida visita al Wadis, ossia una rigogliosa oasi nel deserto dove gli omani sono soliti fare picnic ed escursioni. Nel recarci al Wadis, possiamo scorgere in lontananza qualche dimora di beduini del deserto.

La nostra seconda attività della giornata è un’immersione nella zona sud-orientale della città, partendo dal porto turistico. Silvio non ha mai provato a respirare sott’acqua e ne approfittiamo per fargli fare un “battesimo dell’acqua”, mentre io (brevettato sub da ormai quasi 7 anni) mi dilungo un po’ più lontano con la guida per due immersioni tra le rocce al largo della costa.

Immersioni in Oman

Immersioni in Oman

La fauna che incontriamo è meravigliosa, decisamente più variopinta di quella che potremmo trovare nei nostri mari. Anche la temperatura dell’acqua è dalla nostra parte: è così piacevole che ci si potrebbe restare dentro tutta la giornata!

Dopo l’immersione io e Silvio riprendiamo di nuovo la strada per gli Emirati, con destinazione Ras-Al-Kaimah.

Viaggio a Mascate – Oman | 15-17 Agosto 2013

Raffaele Pilla

Farmacista, dottorato in Fisiologia a Parigi, giornalista pubblicista. Postdoc su due grant di ricerca: US Navy Office of Naval Research e Divers Alert Network a Tampa, USA. Oggi sono Farmacista presso Fatebenefratelli di Benevento e Ricercatore presso l’Università di Salerno. Partecipo a missioni umanitarie mediche.