Estate 2013, fine giugno precisamente. Sono da qualche mese ritornato a lavorare in Italia e sento già la mancanza di un lungo viaggio verso una location fuori dal comune. Chiedo agli amici più stretti se hanno idee di viaggio per agosto… ma nulla, nessuno sembra averne di interessanti.

Sono stati tantissimi in passato gli episodi di indecisione sulla meta, sul costo, sul numero dei partecipanti…quindi mi ripropongo di non procrastinare nell’organizzazione.



Tra tutti i papabili compagni di viaggio, si fa avanti Silvio, uno dei miei migliori amici (ci conosciamo da quando avevamo 6 anni). Tuttavia, esordisce così: “Raf, va bene tutto… ma ti prego non farmi fare mille giri come al tuo solito! In vacanza voglio andarci per rilassarmi!”.

Prendo atto della sua richiesta e ci mettiamo al PC per decidere. Dopo aver tagliato una decina di interessanti opzioni, conveniamo che la migliore è Dubai, dove nessuno dei due è stato finora. Notiamo da alcuni blog che noleggiare un’auto è del tutto fattibile e che, anzi, ci consentirebbe di avere un margine di libertà di movimento molto più ampio. E così prenotiamo volo, albergo e macchina.

Dubai

Dubai

Avevamo letto che le temperature sarebbero state alte, anzi altissime, quindi eravamo psicologicamente pronti ad affrontare lo shock termico… ma una volta atterrati all’Aeroporto Internazionale di Dubai ci rendiamo conto che quello che avevamo definito “caldo” è in realtà un inferno! Mentre cerchiamo di trovare l’ufficio di autonoleggio, appuriamo sulla nostra pelle che pochi secondi all’esterno sono sufficienti a farci abbondantemente sudare!

La prima avventura è arrivare al nostro albergo… ovviamente non conosciamo l’arabo, né scritto, né tantomeno parlato e tutti gli indirizzi sulla nostra cartina sono riportati in lingua originale, tranne alcuni che hanno il corrispettivo in inglese. Inoltre, qui sembra che i numeri civici siano un optional, qualcosa di superfluo.

Mentre io mi destreggio alla guida della nostra Ford “Figo” (eh si, scommetto che questo modello non l’avevate mai sentito prima! Pare si tratti di un modello di Ford venduto solo negli Emirati, simile per altro alla più conosciuta Fiesta), Silvio mi fa da navigatore personale, non essendoci un Tom Tom in auto.

Ragazzi, che confusione! Iniziano i grattacieli, le rotonde, il traffico, il caldo torrido… più o meno sappiamo che il nostro albergo si trova nella principale strada del centro storicoAl Fahidi”, e conosciamo il nome della piazza alla sua immediata sinistra.

Dubai - Al Fahidi Historical District

Dubai – Al Fahidi Historical District

Dopo innumerevoli errori e U-turns, riusciamo a trovare la piazza e l’albergo. Siamo convinti che adesso ci daranno un posto auto così saremo tranquilli. E invece no… alla reception ci informano che dobbiamo cercare un posto vuoto e pagare il parchimetro all’ora. Ci avviamo quindi sotto il sole alla ricerca del posto auto. Lo troviamo dopo un’ora, quando ormai ci stavamo rassegnando a passare la vacanza in auto, e torniamo in albergo…

Uhm, “albergo” non è proprio la definizione esatta di quel posto in cui ci trovavamo. Sento già il pesante giudizio di Silvio ed immagino il suo commento: “Ma dove cavolo hai prenotato???!!!”.

Saliamo in stanza e ci accorgiamo che l’aria condizionata, presidio indispensabile alla vita in quell’area del mondo, è molto, troppo debole per raffreddare adeguatamente la stanza. Fa caldo, ci sono mosche, umidità, moquette sporca. Decidiamo di andare sul balcone ma è ancora peggio! E’ sporchissimo e fuori fa un caldo insopportabile. Posiamo rassegnati le valigie e decidiamo di uscire subito all’avanscoperta di quello che Dubai ha da offrire!

Dubai | Souk

Dubai | Souk

Ci dicono che oggi è l’ultimo giorno del Ramadan e stasera ci sarà una grande festa, quella del termine del digiuno.

Le strade del centro storico Al Fahidi sono coloratissime e fanno sembrare il quartiere un gigantesco labirinto.

Questa è la parte più antica della città ed è qui che possiamo ammirare la maggior parte degli edifici storici.

Sicuramente interessante è una visita allo SMCUU (Centro Sceicco Mohammed per la Comprensione della Cultura) dove gli ospiti possono persino frequentare delle classi di lingua araba di base o iscriversi a visite organizzate di moschee, tutto questo per comprendere al meglio la cultura locale.

Altro aspetto da non perdere sono i “souk”, ossia i mercatini ove si trova ogni tipo di bene.

Il souk è per definizione il cuore del commercio vecchio stile.

Burj Khalifa Dubai

Burj Khalifa Dubai

Decidiamo poi di cambiare completamente repertorio e ce andiamo a visitare l’arcinoto grattacielo Burj Khalifa, attualmente il più alto al mondo (828 metri d’altezza), anche se sappiamo che sarà a brevissimo surclassato.

L’edificio domina in maniera del tutto naturale lo skyline di Dubai, ma la sua vera maestosità si apprezza dall’interno.

Per fortuna troviamo una giornata serena, senza troppa foschia, e dall’osservatorio sito al 124° piano possiamo godere di una vista senza precedenti.

Da un lato l’area urbana, ricca di edifici altissimi, e dall’altra il deserto, per non parlare della “Vela” e della “Palma” in lontananza.

Io e Silvio arriviamo alla stessa conclusione: quello che osserviamo appare quasi artefatto, finto. Non è quasi possibile che questo popolo sia riuscito a costruire così tanto dalla sabbia.

Decidiamo quindi di salire al Top Sky Lounge, che si trova al 148° piano, per una breve visita. Al 122° piano invece c’è il ristorante ufficiale della torre. Potremmo restare qui a cena, ma visti i costi alquanto proibitivi decidiamo di lasciar perdere.

Menzionavo poco fa la “Palma”, ma di cosa si tratta esattamente? E’ un’isola, o meglio, un insieme di isole completamente artificiali che compongono il disegno di una palma e che sono conosciute come il complesso di Palm Jumeirah. Questa è una delle isole artificiali più estese al mondo e rappresenta il trionfo dell’ingegno umano.

Sia i locali che i turisti amano molto i vari hotel di lusso che vi sono situati, tra cui il Waldorf Astoria, il Fairmont, il One&Only, il Jumeirah Zabeel Saray ed il più iconico tra tutti, l’Atlantis, che rappresenta una copia quasi identica dell’Atlantis di Paradise Island alle Bahamas.

Le diverse aree della Palma sono raggiungibili in auto o con un trenino monorotaia che va su e giù per il “tronco” e la collega con il sistema di trasporti della terraferma.

Lasciamo il Burj Khalifa e ci dirigiamo verso la City Walk, ossia la passeggiata della città, che sembra ricordare le aree pedonali europee.

Questa estesa zona (circa 13.000 metri quadrati) è a traffico limitato e questo consente delle piacevoli passeggiate tra negozi, ristoranti, fontane ed aree gioco per bambini… ma mai durante le ore più calde della giornata!

A proposito del caldo, quello che ci colpisce è che questo è l’unico Paese al mondo in cui vediamo che le fermate degli autobus sono chiuse e corredate di aria condizionata. E’ infatti impensabile di far attendere i passeggeri all’esterno quando ci sono 60°C.

Dubai Mall

Dubai Mall

Dubai Mall

Dubai Mall

Il giorno successive lo dedichiamo alla visita del Dubai Mall. Personalmente odio fare shopping, ma devo ammettere che visitare uno dei centri commerciali più grandi e famosi al mondo ha un certo fascino.

Il mall si trova di fianco al grattacielo Burj Khalifa ed è perfettamente collegato al resto della città tramite la rete ferroviaria. Sappiamo che un solo giorno non basta a visitare in maniera esaustiva il centro commerciale, ma ce lo faremo bastare per avere quanto meno un’idea.

Ci documentiamo e vediamo che ci sono oltre 1.200 negozi, nonché circa 150 ristoranti, una pista da pattinaggio sul ghiaccio, un parco a tema, una cascata, una fontana coreografica e, ciliegina sulla torta, un acquario gigante con tanto di zoo sottomarino. Sicuramente l’highlight della nostra giornata è stato trovare all’ultimo piano persino un campo di calcetto ed alcuni giochi di abilità in cui io e Silvio abbiamo fatto alcune sfide di precisione nel segnare il più alto numero di gol con un pallone da calcio. Mai vista una cosa del genere prima.

Oltre al Dubai Mall, abbiamo intenzione di vedere un altro luogo dedicato allo shopping, l’Outlet Village.

Quest’area commerciale è costruita in stile medievale ed è ampia oltre 25.000 metri quadrati. Leggiamo poi che nel progettare questo centro l’architetto si è ispirato a San Gimignano, in Toscana, il cui centro storico è stato nominato patrimonio dell’UNESCO nel 1990. Oltre all’architettura ricercata degli edifici, ci sono torri, archi, ponti e perfino un pozzo dei desideri  e tutto questo crea un’atmosfera piacevole.



Il giorno dopo andiamo a visitare il vero cuore della città, ossia la baia. L’estuario di acqua salata rappresenta il sito originale dove si stabilì la tribù Bani Yas e le sue acque sono state cruciali per lo sviluppo delle due principali economie della Dubai originaria: la pesca e la raccolta delle perle.

Oggi l’area è stracolma di storia degli Emirati Arabi ed ospita il Dubai Museum, insieme ai vicoli labirintici dei souk dell’oro, delle spezie e dei tessuti.

Durante la nostra passeggiata alla baia vediamo decine e decine di abra tradizionali che l’attraversano. Le abra sono imbarcazioni tipiche, oggi prettamente usate per il breve transito da una sponda all’altra del corso d’acqua. Il costo di una traversata è irrisorio (circa 1 AED).

Poiché Silvio continua a dirmi che vorrebbe acquistare dei regali, il giorno successivo decidiamo di andare a visitare l’area commerciale e turistica della spiaggia, e ne approfittiamo per fare un bagno. L’aspetto curioso del “bagno” qui è che fa così caldo nel mese di agosto che neanche in acqua riusciamo a trovare sollievo. Sembra infatti di immergersi in una pentola con acqua in ebollizione. Si sta molto meglio fuori!

Dalla spiaggia ci dirigiamo poi alla Marina di Dubai, che è la più grande al mondo. Ci facciamo quindi una piacevole passeggiata sulla Marina Walk, fino ad arrivare al Dubai Marina Yacht Club.

Dubai’s style Dune Bashing

Dubai’s style Dune Bashing

Quello stesso pomeriggio sul tardi prendiamo un appuntamento tramite una piccola agenzia turistica per vivere, a soli 20 minuti di auto dal Downtown di Dubai, l’esperienza del deserto.

Non è la classica esperienza in cui si cammina sulla sabbia, ci si scatta foto panoramiche, ecc.

No, questa è la Dubai’s style Dune Bashing, ossia si salta a bordo di un grosso SUV e si “cavalcano” letteralmente le dune con musica di sottofondo e rigorosamente al crepuscolo, con un sole rosso acceso all’orizzonte.

Il tour non finisce lì perché dopo circa un’ora di salti nel deserto ci portano una pacifica oasi, dove facciamo un giro a cavallo del dromedario, proviamo l’esperienza del quadbike tra le dune e facciamo anche un paio di discese con la tavola da snowboard (la disciplina va sotto il nome di sandboarding). Quello che segue è affascinante….

Dubai | Cena nell'oasi

Dubai | Cena nell’oasi

Nell’oasi si organizza la cena a base di barbecue, prodotti locali (tra cui i deliziosi datteri), bevande tipiche e narghilè a vari gusti. E vi starete dicendo: “cosa chiedere di più?”…ebbene no, il bello doveva ancora arrivare. Durante l’evento “conviviale” della cena, tre danzatrici del ventre ed alcuni ballerini ci intrattengono con spettacoli pirotecnici e di abilità, destreggiandosi in lunghe danze con un sottofondo musicale di piacevole musica orientale.

La mattina seguente decidiamo di andare a visitare l’Opera District, nel cuore della città. Non abbiamo biglietti per poter entrare, ma ci piace visitare l’area, gremita di turisti e gente del luogo. Siamo infatti nuovamente nell’area del Burj Khalifa.

Fatto questo rapido giro, io e Silvio decidiamo di passare il resto del nostro ultimo giorno a Dubai al parco di divertimenti di Atlantis, che raggiungiamo in auto, all’estrema punta della Palma. Il parco acquatico offre una serie di scivoli, piscine, canali, bar e ristoranti che non si riescono a visitare nella loro interezza in un solo giorno. Altamente consigliato a chi è rimasto un po’ bambino dentro, come noi!

Dubai - Atlantis

Quella stessa sera, dopo il parco, decidiamo di andare a mangiare una pizza e torniamo al Dubai Mall. Qui trovare una pizzeria non è semplice, soprattutto se vogliamo mangiare una pizza di buona qualità. La nostra sorpresa sta nel fatto che ci riusciamo: ci imbattiamo infatti nella pizzeria Brandi, succursale della ben più nota Pizzeria Brandi napoletana, dove si narra sia stata inventata nel 1899 la pizza margherita in onore dell’omonima regina Margherita di Savoia e nella quale siano stati di proposito utilizzati ingredienti che riproducessero i colori della bandiera (mozzarella per il bianco, pomodoro per il rosso e basilico per il verde).

Il pizzaiolo sta facendo una breve pausa, ma quando ci vede arrivare ci chiede subito: “Siete italiani?”. Caspita, ma ci si riconosce davvero a prima vista tra italiani all’estero! Da li inizia una breve chiacchierata e per noi la serata continua con un’ottima pizza, fedele riproduzione dell’originale modello napoletano!

Insomma, che dire di Dubai, di sicuro non ci si annoia mai, ma bisogna essere consapevoli che la maggior parte delle attività e dei luoghi che si visitano sono frutto dell’opera umana.

Personalmente sono rimasto affascinato dalla quantità e dalla qualità di strutture ed infrastrutture edificate a Dubai, considerato il fatto che per loro è molto più complicato, rispetto alla maggior parte dei Paesi nel mondo, reperire materie prime, beni di prima necessità ed anche mantenere allevamenti e coltivazioni agricole.

Di sicuro un luogo da visitare almeno una volta nella vita, da soli o in compagnia. Grazie alla sua considerevole eterogeneità, Dubai offre infatti una vastissima pletora di attività per tutti i gusti.

Viaggio a Dubai | 09-12 Agosto 2013

Raffaele Pilla

Farmacista, dottorato in Fisiologia a Parigi, giornalista pubblicista. Postdoc su due grant di ricerca: US Navy Office of Naval Research e Divers Alert Network a Tampa, USA. Oggi sono Farmacista presso Fatebenefratelli di Benevento e Ricercatore presso l’Università di Salerno. Partecipo a missioni umanitarie mediche.