Ragazzi, vi piacciono i film sui vampiri? E se organizzassimo da me per vedere l’ultimo Twilight?”. Ecco la proposta del mio amico Riccardo, uno a cui la vita “standard” sta stretta. A Riccardo, infatti, piace avventurarsi in esperienze pionieristiche… e solo ad uno così può piacere un film come Twilight!

Come me, la pensano anche gli altri. “Riccà, ma cos’è Twilight? Un film me lo chiami??”. E lui imperterrito: “OK, capisco che sia piuttosto un’americanata, ma ragà, i vampiri sono una categoria a parte, niente a che vedere con gli aspetti pittoreschi tramite i quali vengono descritti dalla maggior parte di film e libri. Ad esempio, il castello del Conte Dracula l’avete mai visto?”.

Nessuno di noi aveva né visitato di persona, né visto in un documentario il suddetto castello, ma dalla domanda di Riccardo nascono una serie di proposte e per farvela breve finiamo la nostra serata al pub con la promessa di organizzare un viaggio alla scoperta della Transilvania.



Tutto quello che è avvenuto dopo è stata fortuna. Si, tanta fortuna nel trovare un biglietto economico per Bucarest, poi un’auto a noleggio per 6 persone e, ciliegina sulla torta, un’amica di un amico, una dentista di Bucarest, che ci offre di stare da lei ad un prezzo davvero conveniente (l’equivalente di circa € 10/persona/notte).

Non ci avevano detto però che la Romania era terribilmente fredda nei mesi invernali, quindi abbiamo commesso l’errore di non bardarci fino al collo…

Inizio dicembre…si parte! Unico neo: solo 3 giorni a disposizione per questioni lavorative, ma sappiamo che ci basteranno!

Atterriamo all’Aeroporto Internazionale di Bucarest su una pista totalmente imbiancata dalla neve, ma ci accorgiamo subito che le condizioni climatiche non influenzano minimamente il traffico. Per fortuna è facile identificare tutti i servizi di collegamento tra l’aeroporto e la città e decidiamo di prendere un taxi.

L’amica che ci fitta l’appartamento ci dice di contrattare sulla tariffa prima di salire a bordo e di salire solo su taxi “ufficiali”, cioè con numero di serie sulla portiera. Come spesso succede in Romania, l’autista non parla neanche una parola di inglese, ma capisce perfettamente dove siamo diretti.

L’appartamento si rivela molto accogliente e si trova non lontano dal centro. E ora? La domanda sorge spontanea: “Cosa visitare a Bucarest?”.

Per fortuna la nostra amica, Diana, è pronta a rispondere e ci porta subito al centro storico, ossia la parte più antica della città, fatta di vicoli, negozietti ed edifici storici.

Monastero di Stavropoleos e Antica Corte - Bucarest

Monastero di Stavropoleos e Antica Corte – Bucarest

Cominciamo con l’Antica Corte, risalente al XV secolo, e con il Monastero di Stavropoleos, risalente al XVIII. Questa zona è intrisa di storia, essendo sopravvissuta alle invasioni dei Turchi e dei Tatari, nonché alle innovazioni di Ceaucescu. In questa zona vi sono molte trattorie, fast food, birrerie e ristoranti tipici. Anche la vita notturna si concentra da queste parti.

Bucarest - Vita notturna

Bucarest – Vita notturna

Notiamo subito che a differenza dell’Italia, qui si può ancora fumare nei locali e molte più persone bevono alcolici sia nei bar che per strada.

Diana ci porta quindi alla scoperta di “Control”, un locale con un fitto calendario di eventi musicali e poi a cenare da “Caru su Bere”, uno dei ristoranti più tipici della città. In effetti proprio questo ristorante si rivela essere la visita più singolare della giornata: sembra di trovarsi in una favola gotica e, tra una pietanza e l’altra, un gruppo di ballerini e ballerine esegue un perfetto tango tra i tavoli. Oltre alla coreografia di ballo ed agli splendidi costumi, un mimo si aggira nel ristorante con i suoi pappagallini ammaestrati e si ferma laddove i clienti lo desiderino per scattare delle foto.

Cibo 100% made in Romania

Cibo 100% made in Romania

Le pietanze che assaggiamo sono “100% made in Romania, ed alcune di queste non riusciamo nemmeno a capire di cosa siano fatte. La maggior parte dei piatti che assaggiamo sono a base di carne di vitello, maiale e agnello, piccanti ma non troppo. Anche i dolci ci colpiscono per la loro unicità. Costo della cena: circa € 12 a persona, ma ci sembra davvero poco per tutto quello che abbiamo divorato e bevuto (anche la birra alla spina locale è particolarmente buona). Voto eccellente per questo ristorante… la cui però unica nota negativa risiede nel fatto che sia quasi impossibile trovare posto senza prenotazione.

Il giorno successivo Diana ci porta in giro per i mercatini di Natale dove assaggiamo l’ottimo Vin Brulé insieme ad alcuni dolci tipici farciti al miele locale. Segue poi il tipico mercato di Obor, zona di scambio di beni di diversa natura, da ortaggi a selvaggina, da prodotti tipici ad oggetti di antiquariato. Qui assaggiamo altre specialità rumene: la “infuriata capsuni”, la “infuriata branza”, la “pateu” e la “dobrogeana branza”, tutti simili ai nostri calzoni fritti in stile napoletano, ma con diversi ripieni.

Bucarest - Parlamento

Bucarest – Parlamento

Nel primo pomeriggio Diana ci porta a visitare il Parlamento, un palazzo gigantesco completamente ricoperto di marmo e con lampadari in ogni dove. Ci dice Diana che questo palazzo fu costruito dal dittatore comunista Nicolae Ceaușescu in preda ad un atto di megalomania e che adesso è sede del Parlamento rumeno, nonostante la popolazione sia ancora divisa su tale decisione. Facciamo poi appena in tempo a visitare il Museo d’Arte Nazionale, sito nell’antico palazzo reale. La visita è rapida, ma ci consente di avere una chiara idea delle sontuose stanze e del patrimonio esposto.

Il terzo giorno lo dedichiamo invece ad una visita più estesa della Transilvania e ci dirigiamo verso nord con un’auto a noleggio, che riusciamo a contrattare per circa € 50.

Castello di Peleș - Transilvania

Castello di Peleș – Transilvania

Castello di Peleș - Transilvania

Castello di Peleș – Transilvania

L’atmosfera si presenta spettrale: una fitta nebbia ci assale mentre siamo sulla statale che collega Bucarest a Brașov. La prima tappa è l’arcinoto castello di Peles, una perla nel panorama dei castelli mondiali in quanto a sfarzo ed a finezza architettonica, nonché meta turistica di centinaia di visitatori ogni giorno. La visita al castello si rivela spettacolare in ogni suo angolo, dagli addobbi floreali, ai mobili e perfino ai passaggi segreti. Il castello di Peles ci fa innalzare notevolmente le aspettative per il castello successivo, quello che ci aveva ispirato nella scelta della meta di viaggio: il castello di Bran, ossia il castello di Dracula.

Castello di Bran - Transilvania

Castello di Bran – Transilvania

Per l’esattezza, questo è il castello a cui si è ispirato Bram Stoker per la stesura del suo romanzo. Attenzione però: per la cronaca, la reale dimora del principe Vlad III di Valacchia era il castello di Poenari, ormai distrutto e pertanto non visitabile. La nostra visita al castello di Bran si rivela alquanto deludente. Il maniero non si presenta in buone condizioni, vi è umidità ovunque e tutto appare lasciato alla mercé del deterioramento. Anche le indicazioni per la visita dell’edificio sono scarse e non vi sono adeguati richiami storici. Strano per essere un castello così universalmente conosciuto, no?

Brașov - Romania

Brașov – Romania

Dopo il castello di Bran, terminiamo la nostra visita con l’esplorazione della città di Brașov, il centro urbano più importante della Transilvania. Il suo centro storico è rimasto intatto insieme alla cinta muraria medievale che lo delimita, mentre al suo esterno si sviluppa la parte più moderna della città. In definitiva Brașov merita una visita di almeno mezza giornata, consigliata soprattutto agli amanti dell’antiquariato che troverebbero pane per i loro denti presso i numerosi rigattieri del centro storico.

La nostra visita si conclude con il ritorno a Bucarest e la partenza dall’aeroporto. E’ stato un viaggio breve, ma molto intenso. Sicuramente la Romania è una terra ricca di storia, cultura, arte, architettura e tante sorprese: ci siamo promessi di ritornare qui a breve!

Viaggio a Bucarest ed in Transilvania – dal 05 all’08 dicembre 2014

Raffaele Pilla

Farmacista, dottorato in Fisiologia a Parigi, giornalista pubblicista. Postdoc su due grant di ricerca: US Navy Office of Naval Research e Divers Alert Network a Tampa, USA. Oggi sono Farmacista presso Fatebenefratelli di Benevento e Ricercatore presso l’Università di Salerno. Partecipo a missioni umanitarie mediche.