Mi trovo negli USA, precisamente a Tampa Bay da un paio di mesi, giunto qui per lavoro e in cerca di emozioni forti. Un gruppo di amici mi propone di partecipare con loro ad un lancio con paracadute in tandem, ossia fisicamente “legato“ ad un istruttore.

Questa è da ormai più di un decennio un’attività in auge tra i non-brevettati, poiché consente a tutti di provare l’ebbrezza di un tuffo nel vuoto in (relativamente) tutta sicurezza.

Lancio con paracadute in tandem: prima del lancio

Il mio lancio con paracadute in tandem

Il mio lancio con paracadute in tandem

Tuttavia la mattina del lancio scopro che non è poi così semplice e immediato come credevo! Il briefing pre-lancio con il gruppo è infatti intenso: ci mostrano come lanciarci, cosa fare, cosa NON fare, come aprire le braccia durante il tuffo una volta in caduta libera, come evitare il panico, come comportarci una volta che il paracadute verrà aperto ed infine, cosa più importante di tutte, come atterrare senza ferirci.

Passiamo poi dalla teoria alla pratica e gli istruttori ci fanno simulare un lancio facendoci sdraiare a pancia in giù su degli appositi carrellini, così da correggere i nostri movimenti durante l’esercizio.

Dopo circa un’ora di consigli, correzioni e risposte alle nostre 1000 domande, ecco la fatidica richiesta: “Chi di voi vuole lanciarsi per primo?”.

Come spesso succede anche nelle migliori comitive di amici, ci guardiamo tutti in faccia, ma nessuno si fa avanti… poi prendo coraggio io e mi propongo pensando: “Va beh, mi tolgo subito il pensiero, tanto entro stamattina dovrò pur trovare il coraggio di lanciarmi!”.

Il momento del lancio con paracadute in tandem

Il mio lancio con paracadute in tandem

Il mio lancio con paracadute in tandem

Mi danno una fighissima sorta di tuta alare, color azzurro/blu a strisce gialle, sfavillante che a confronto un pilota di Nascar Racing sarebbe sembrato Cenerentola!! La cosa più interessante è che mi ci sento completamente a mio agio! Mi vengono poi dati degli occhiali trasparenti, attraverso cui poter guardare la terra durante la caduta libera, senza i quali non sarebbe possibile tenere gli occhi aperti mentre la velocità aumenta progressivamente man mano che si scende.

Saliamo sul nostro Cessna 182 a 4 posti “modificati”, ebbene si, “modificati” perché a questi aerei solitamente si tolgono i sedili posteriori per far posto a istruttori, “cadetti” e cameramen, nel caso in cui si decida di farsi riprendere durante l’esperienza, cosa che – a proposito – consiglio a tutti coloro che vogliano provare l’ebbrezza del tuffo! Il velivolo decolla e raggiungiamo rapidamente la quota di lancio, circa 3000 metri di altezza.

Oggi è leggermente coperto e siamo ormai sopra le nuvole quando mi sento chiamare con accento americano: “Hey Raphael, it’s about time… are you ready to jump?”. “Come ready? Io non sono affatto ready”, penso istintivamente… ma ormai ci siamo.

Lui apre il portellone ed improvvisamente una corrente d’aria fresca si riversa nell’abitacolo. Mi fa sedere sul bordo dell’aereo e mi grida: “DON’T grab the wing bar” (non ti aggrappare alla barra dell’ala), ma tra l’emozione e l’aria che smorza i suoni, non sento il “DON’T” e quindi capisco il contrario “GRAB the wing bar”.

Tra mille sforzi cerco disperatamente di afferrare la barra all’esterno dell’aereo, ma lo spostamento d’aria è evidentemente eccessivo perché io possa riuscirci, e quindi l’istruttore decide di saltare anche prima del previsto e con un colpo di reni deciso ci catapulta entrambi nel vuoto.

Le emozioni indescrivibili del lancio col paracadute

Il mio lancio con paracadute in tandem

Il mio lancio con paracadute in tandem

Le immagini successive che mi appaiono dinanzi agli occhi sono indescrivibili. Io e l’istruttore facciamo quattro, forse otto capriole nell’aria. Io vedo durante le prime due capriole il velivolo che continua nel suo tragitto, poi solo terra, cielo, terra, cielo, terra e ancora cielo… finché non ci stabilizziamo a pancia in giù e procediamo nella discesa libera, sempre più velocemente.

Ci infiliamo in una nuvola e tutto mi appare bianco, ma dura meno di un secondo e ne siamo già fuori. E’ in questo momento che guardo la meraviglia sotto di me: mi sembra di navigare su googlemaps, con visuale dall’alto: tutto è minuscolo e mi sembra di essere immobile.

La velocità causa uno spostamento d’aria non indifferente e se provo ad aprire la bocca sento che questa mi deforma il volto. Il resto accade tutto in un attimo. Scendiamo per altri pochi secondi, ma ad un tratto il suolo sembra avvicinarsi più rapidamente di prima.

Quindi, senza preavviso, l’istruttore apre il paracadute e mi sento tirare fortemente verso l’alto… trattasi di una sensazione strana, in quanto l’imbracatura ha uno dei suoi punti di sostegno proprio nella zona pubica!! A parte il primo strattonamento, iniziamo la discesa lenta verso terra, quando ad un tratto lui mi chiede se voglio sentire un po’ di adrenalina “extra”. Ovviamente gli dico di si, e lui esegue una serie di discese rapide a vite che mi fanno salire repentinamente il cuore in gola. Uno spettacolo!

Quindi arriviamo alla fase finale, quella in cui bisogna alzare le gambe al momento giusto, quando arriviamo a filo d’erba, al fine di poter atterrare in tutta sicurezza. Effettuiamo un atterraggio a dir poco perfetto, ovviamente grazie alla pluridecennale esperienza dell’istruttore, che alla fine mi sgancia un bell’high five!

Un’esperienza che consiglio fortemente

Ragazzi, che meraviglia! Consiglio quest’esperienza a grandi e piccini, benché esista un limite inferiore e superiore di età per lanciarsi, nonché una serie di condizioni patologiche e di peso da non sottovalutare, e queste condizioni possono variare di paese in paese, di aeroclub in aeroclub.

I ragazzi del mio gruppo mi seguono a ruota e mentre scendono uno alla volta io li osservo da terra, scorgendo nei loro visi una vasta pletora di emozioni… eh già, perché ognuno la vive a modo suo dopo tutto. C’è chi esclama: “Mai più rifarò una cosa del genere”, e chi invece grida: “Ancora, dai, rifacciamolo ancora questo tuffo!!”.

Dopo questa esperienza ho apprezzato ancora di più il senso della percezione, quel fenomeno che ognuno di noi esercita in maniera indipendente e diversa dagli altri, ma che ci condiziona quotidianamente l’esistenza. E’ stato da questo momento in poi che ho raggiunto un grande interesse per il volo ultraleggero e gradualmente ho deciso di prendere il brevetto da pilota.

Il mio lancio con paracadute in tandem

Il mio lancio con paracadute in tandem

Lancio con paracadute in tandem in USA

  • Compagnia: Skydive Tampa Bay Inc.
  • Luogo: South Lakeland, Tampa Bay, Florida, USA
  • Data: 08.05.2010
  • Altitudine max (metri/piedi): 3000/9840
  • Brevetto richiesto: nessuno
  • Raggiungimento sito tramite: Cessna 182/206 – 4 posti “modificati”
  • Costo approssimativo: $120-160/persona
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Un lancio con paracadute in tandem: che esperienza entusiasmante!
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Avete mai provato il lancio con paracadute in tandem? Io sì, ed in questo post vi racconto la mia esperienza!
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