Sarebbe un’esagerazione dire che stia morendo dalla voglia di visitare Casertavecchia, ma quando sono con i miei amici e ci ritroviamo a parlare della zona del casertano, tutti loro (con nessuna eccezione) sono stati almeno una volta a Casertavecchia, e tutti, dico davvero tutti, mi dicono che almeno una volta va visitata.

Nonostante continui a chiedermi cosa ci sarà di così imperdibile a Casertavecchia e quindi a non organizzarmi mai per farci un salto, con mia grande sorpresa mia moglie Mariagrazia me lo chiede (neanche lei c’è mai stata).

E quindi uniamo l’utile al dilettevole e ci andiamo in moto! Siamo a fine ottobre 2014, ma quest’anno miracolosamente il tempo ci sta graziando un po’ in più e ci sta regalando delle ottime giornate autunnali, quindi ci serve solo una giacca ed una sciarpa.

Casertavecchia

Casertavecchia – Foto di Antonio Sagliocca

Decido di seguire il mio fidato navigatore Waze, compagno dal quale penso di non potermi più staccare ormai, eppure in questa escursione mi gioca un brutto colpo: per qualche occulta ragione, decide di farmi tagliare per un tragitto poco ortodosso e ci fa letteralmente scalare montagne per poi farci persino attraversare un torrente… si si, in moto!

Non so se vi sia mai capitato: state seguendo il vostro navigatore e ad un tratto quello che suggerisce lui e quello che vedete voi davanti ai vostri occhi non corrispondono affatto… ecco, è stato così. Solo che per queste cose a volte mi intestardisco e quindi ho continuato fino in fondo, mentre eravamo in una fitto noccioleto, senza nemmeno un sentiero tracciato a terra, che invece Waze vedeva senza ombra di dubbio!

Ovviamente Mariagrazia non è contenta del mio perseverare, ma chi la dura la vince! E  quindi dopo aver assorbito qualche insulto ben piazzato (e ci stava tutto!), riusciamo ad arrivare a destinazione, e nemmeno troppo sporchi!

Casertavecchia - Cattedrale di San Michele Arcangelo

Casertavecchia – Cattedrale di San Michele Arcangelo

Ma eccovi giusto un paio di nozioni in merito alla nostra meta: Casertavecchia è un piccolo villaggio medievale, costruito intorno al suo castello del IX secolo. Le sue stradine sono in tufo scuro e fanno rinascere un passato dimenticato. In realtà il paese è testimonianza di diverse influenze: lombarda, saracena, normanna, aragonese, ecc.

Inoltre, la Cattedrale del paese fu costruita nel XII secolo sotto il patronato di San Michele Arcangelo e si caratterizza per un imponente pulpito. Quello fu l’inizio del periodo della dominazione normanna, che portò il paese ad un massimo livello di splendore.

Uno degli autoctoni ci racconta che il Duomo è legato alle fate da una leggenda: si racconta che le colonne marmoree della Cattedrale dovessero essere prelevate dalla chiesa dell’antica Calatia, situata nella pianura, e siccome la strada era erta e le colonne particolarmente pesanti, fu richiesto l’aiuto delle fate che abitavano i monti Tifantini. Si narra che ciascuna di loro trasportò in volo una colonna, tenendola in bilico sulla testa!

Il centro storico di Casertavecchia è situato a soli 10 km dalla Reggia di Caserta, e quindi non è una meta lontana dai turisti che vogliono addentrarsi nella storia borbonica della nostra penisola.

Per pranzo io e Mari ci fermiamo in un chioschetto, ma andiamo a colpo sicuro perché alcuni amici ci hanno consigliato il piatto forte di qui: la paposcia, ossia un panino tipico realizzato con la pasta della pizza e ripieno di salsiccia e friarielli. Al momento di ordinare non lesiniamo e ne prendiamo due e vi aggiungiamo degli affettati locali come antipasti, tra cui del prosciutto di maialino nero casertano, di grande pregio a livello nazionale. Nulla da dire sul gusto: assolutamente da provare!

Casertavecchia - Torre del castello

Casertavecchia – Torre del castello

Dopo un pranzo tranquillo, ultimato con un bel caffè espresso, io e Mari ci perdiamo nei vicoletti del centro storico di Casertavecchia. Non crediate che ci voglia molto a girarlo. Se vi date un’ora di tempo, sono sicuro che sarete in grado di fare il giro anche due volte, visita al Duomo inclusa!

Durante la nostra visita, ci fermiamo anche negli unici due negozietti aperti. I proprietari sono molto cordiali ed è grazie a loro che riceviamo qualche altra interessante informazione in merito a Casertavecchia.

Prima di rientrare, Mari ed io ci dirigiamo alle rovine del castello ed esploriamo fino all’ultimo blocco! I resti dell’antica costruzione si trovano in un’oasi di pace, da cui si domina la valle e si scorge anche la città di Caserta. Nel giorno in cui siamo in visita non incrociamo nessun altro turista, quindi anche se per poco ci sentiamo i padroni! Per visitare il castello ci vogliono tra i 20 e i 30 minuti e non vi è alcun prezzo da pagare per l’ingresso, almeno in questo periodo dell’anno.

Casertavecchia quindi rappresenta un’ottima meta per una breve visita, soprattutto se si integra alla classica visita della Reggia e delle Seterie di San Leucio.

Foto di Casertavecchia dall’alto di Antonio Sagliocca.

Visita a Casertavecchia – 21 Ottobre 2014

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