Siamo ad ottobre, mese autunnale perfettamente a cavallo tra l’estate e l’inverno. Pensateci bene, non riusciamo mai veramente a dire se ad ottobre ci sarà principalmente buono o cattivo tempo, o se farà caldo o freddo. Mi piace pensare ad ottobre come uno di quei mesi “a sorpresa”, se vogliamo un po’ come marzo.

Proprio in questo sabato di inizio ottobre, mentre siamo dinanzi ad una bella 0.4 bionda, il nostro amico Salvatore ci chiede: “E allora? Che ce ne facciamo domani?”.



Ora si sa, alcuni di noi sono più propensi al riposo, mentre altri sono inclini all’esplorazione. In questo io e Salvatore ci intendiamo parecchio e di solito cerchiamo posti che ci piacerebbe visitare in giornata e che nessuno dei due sia ancora riuscito a vedere.

Mentre analizzo la mia lista di “luoghi da visitare” (ebbene si, lo confesso, ho una lista scritta per evitare che la mia scarsa memoria mi faccia dimenticare i posti che ho pensato di visitare), Francesca irrompe nella conversazione e ci dice: “Ragazzi, che ne pensate di una visita religioso-culturale alla Certosa di Padula?”.

La Certosa di Padula

La Certosa di Padula

La cosa ci alletta, tra l’altro anche perché le previsioni portano pioggia (ormai sono anni che ce ne siamo fatti una ragione… diciamo che è scientificamente provato che con il weekend ci accompagni sempre cattivo tempo!) e controlliamo rapidamente sugli smartphones gli orari di apertura della Certosa di Padula.

Decidiamo di vederci alle 9 del mattino sotto casa nostra. Padula si trova in provincia di Salerno, ed essendo noi di Benevento non abbiamo bisogno di incontrarci all’alba. Siamo in quattro: Salvatore, Francesca, io e Mariagrazia.

Da quanto abbiamo letto, la Certosa di Padula, altresì nota come Certosa di San Lorenzo, è la più grande certosa in Italia e nel 1998 ha avuto l’onore di essere dichiarata patrimonio dell’UNESCO.

Dipinti e statue nella Certosa di Padula

Dipinti e statue nella Certosa di Padula

Quando arriviamo ci sorprendiamo del fatto che siamo i soli visitatori. Entrando, vediamo che il sistema architettonico della Certosa di Padula consta di due sezioni principali: la prima dedicata alle attività lavorative e la seconda ospitante la residenza dei monaci.

All’esterno le mura della città circondano l’edificio con funzione protettiva. Una volta entrati nel cortile esterno, notiamo la vecchia dimora dell’apotecario e la residenza degli ospiti.

Ogni stanza che visitiamo nella certosa ci da un’idea di austero. Le pareti sono particolarmente alte ed in ogni stanza troviamo simboli religiosi: dipinti, statue e crocifissi. Nella chiesa della Certosa di Padula i monaci erano soliti ritrovarsi nei rari momenti di vita comunitaria. Da un lato sedevano i religiosi non ritirati ai voti, mentre dall’altro lato, vicino il santuario, sedevano i padri di clausura, che vi giungevano tramite un esile passaggio. Di interesse considerevole è l’altare e la porta di legno di cedro, datata 1374.

L'altare della Certosa di Padula

L’altare della Certosa di Padula

Continuando la visita della Certosa di Padula notiamo che sia nella chiesa che in molti altri luoghi della costruzione ci sono diversi spazi vuoti, a testimonianza della chiusura del monastero ad opera dei francesi, agli inizi del diciannovesimo secolo, che ha portato alla perdita di svariati tesori.

In un angolo del chiostro del piccolo cimitero storico, che i monaci di clausura erano soliti raggiungere tramite la chiesa, c’è la cappella in cui si trova il sepolcro di Tommaso Sanseverino, risalente al sedicesimo secolo.

Quando questa zona del monastero cadde in disuso, i monaci decisero di costruire un nuovo chiostro. Il più recente dei due, chiamato “grande” per le misure maggiori, fu costruito nel 1583 e si sviluppa su due livelli: a quello inferiore si scorge il porticato con le cellette dei padri, mentre a quello superiore troviamo le finestre della galleria, in cui i monaci usavano passeggiare settimanalmente.

Il chiostro della Certosa di Padula

Il chiostro della Certosa di Padula

Particolarmente interessante è la scalinata ellittica a doppia rampa in stile vanvitelliano, con otto grandi finestre ai lati, che mette in comunicazione i due livelli del chiostro.

Certosa di Padula | Scalinata ellittica

Certosa di Padula | Scalinata ellittica

Certosa di Padula | Cella del priore

Certosa di Padula | Cella del priore

Raggiungiamo quindi la cella del priore, passando attraverso un cancello che separa la zona notte dagli ambienti precedentemente visitati.

Questo alloggio è di sicuro molto diverso dalle altre celle dei religiosi, poiché è corredato di 10 stanze, principalmente caratterizzate da accesso diretto ad una delle librerie religiose più fornite al mondo, che in passato conteneva migliaia di libri e manoscritti.

Infine, quello che ci affascina maggiormente è l’impressionante scalinata in pietra che sembra quasi venirci incontro e conduce al vestibolo della grande libreria della certosa, di cui purtroppo non restano che duemila volumi.

In realtà, la nostra prima impressione era sbagliata.

Circa un’ora dopo il nostro arrivo notiamo che il numero di visitatori della Certosa di Padula è notevolmente aumentato; adesso ci sono coppie, famiglie e gruppi di turisti che affollano le aree principali dell’edificio.

In definitiva, la Certosa di Padula è visitabile in poco tempo, per cui diciamo che in due ore l’esplorazione è completa.

E’ pertanto uno di quei luoghi che consiglierei vivamente soprattutto agli amanti della cultura sacra.

Certosa di Padula | 05 Ottobre 2014

Raffaele Pilla

Farmacista, dottorato in Fisiologia a Parigi, giornalista pubblicista. Postdoc su due grant di ricerca: US Navy Office of Naval Research e Divers Alert Network a Tampa, USA. Oggi sono Farmacista presso Fatebenefratelli di Benevento e Ricercatore presso l’Università di Salerno. Partecipo a missioni umanitarie mediche.